Associazione Equosolidale onlus

CI PRESENTIAMO

L'Associazione Equosolidale nasce a Lecco nel 1993 dalla volontà di diffondere nel territorio lecchese i principi del commercio equo, con attività commerciali e informative.

A partire dal 2003, con la nascita della Cooperativa Mondo Equo e la separazione dell'attività commerciale, l'Associazione viene riconosciuta come Onlus.

L'Associazione Equosolidale Onlus opera in stretta sinergia con la Coopertiva MondoEquo e concentra la propria attività su iniziative di tipo culturale e formativo.


Attività principali:

  • momenti di formazione dei volontari
  • serate di informazione sui temi del commercio equo
  • incontri e percorsi di sensibilizzazione nelle scuole
  • partecipazione ad venti sul territorio
  • rete di contatti e collaborazione con altre Associazioni attive sul territorio.

 

Presidente

Priscilla Butta (bottega di Calolziocorte)

Consiglieri

Silvia Brianti (bottega di Mandello)

Carolina Burini (bottega di Calolziocorte)

Elena Bussani (bottega di Lecco)

Barbara Valsecchi

 


STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE EQUOSOLIDALE

Registrazione esente da imposta di registro (Art. 8, L. 266/1991) e bollo (Art. 17 D. Lgs. 460/1997)

 

STATUTO SOCIALE

 

           TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

 

               Art. 1 Costituzione

 

È costituita l’Organizzazione di volontariato denominata “EQUOSOLIDALE” ONLUS, in forma di associazione non riconosciuta, che in seguito sarà denominata l’Organizzazione.

L’Organizzazione è disciplinata dal presente Statuto e agisce ai sensi e per gli effetti della Legge 266/1991, della Legge Regionale 22/1993, del Decreto Legislativo 460/1997 e dei principi generali dell’ordinamento giuridico riguardanti gli enti senza fine di lucro di utilità sociale.

La qualificazione di “Organizzazione di volontariato” con i dati riguardanti la registrazione regionale costituiscono peculiare segno distintivo e devono essere inseriti in ogni comunicazione esterna.

I contenuti e la struttura dell’Organizzazione sono ispirati a principi di solidarietà, trasparenza e democrazia al fine di consentire l’effettiva partecipazione della compagine associativa alla vita dell’Organizzazione stessa.

L’Organizzazione ha durata sino al 31 dicembre 2050 e s’intende prorogata automaticamente per altri 50 anni, se non sarà presa decisione contraria dall'assemblea dei soci.

 

           Art. 2 Sede

 

L’Organizzazione ha sede nel Comune di Lecco.

L’Assemblea dei soci, con sua deliberazione, può istituire e sopprimere sedi operative e sezioni staccate in altre città della Regione Lombardia. L’Associazione può inoltre aderire, con delibera da adottarsi dal Consiglio direttivo, ad altre associazioni od enti quando ciò torni utile al conseguimento dei fini sociali.

 

           Art. 3 Oggetto e scopo

 

L’Associazione ha carattere volontario ed è apartitica, non confessionale e senza fini di lucro, neanche indiretto. Opera nel settore della tutela dei diritti civili e, nel rispetto delle proprie finalità di solidarietà sociale, persegue i seguenti scopi:

 

a) Contribuire, con aiuti umanitari sotto qualsiasi forma, allo sviluppo umano, sociale, culturale ed economico delle persone e più in generale dei poveri del sud del mondo;

b) Contribuire alla rimozione degli ostacoli di ordine economico, politico e sociale che limitano di fatto lo sviluppo dei poveri del sud del mondo.

c) Promuovere, sia a livello locale che internazionale, un tipo di sviluppo compatibile con le risorse ed i limiti ambientali del pianeta, con particolare attenzione agli stili di vita e consumo.

d) Costruire legami internazionali tra persone e culture diverse, attraverso i principi della cooperazione e della solidarietà.

 

Al fine di svolgere le proprie attività l’Organizzazione si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni volontarie, dirette e gratuite dei propri aderenti.

L’Organizzazione si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento dei propri scopi sociali ed in particolare della collaborazione con Enti locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni, ai sensi dell’art. 7 della L. 266/1991.

L’Organizzazione potrà inoltre svolgere qualsiasi attività commerciale o produttiva marginale nel rispetto dell’attività sopra indicata.

 

In particolare, potrà:

 

a) Raccogliere fondi e beni d’ogni genere, anche organizzando campagne di solidarietà

b) Stampare e divulgare materiale d’informazione, bollettini, documenti, pubblicazioni, produrre audiovisivi e tutto quanto concerne gli scopi dell’Associazione.

c) Curare iniziative tipo seminari, conferenze, incontri, manifestazioni di divulgazione e informazione sui problemi dei diritti civili delle persone dei paesi del sud del mondo, nella prospettiva che la strada verso lo sviluppo comune, sia del sud che del nord del mondo, debba fondarsi prevalentemente sulla attivazione delle energie, sociali e economiche, favorendo in particolare il commercio equo e solidale come modalità di relazione e scambio.

d) Promuovere progetti di cooperazione internazionale

 

 

 

           TITOLO II - PATRIMONIO ED ENTRATE DELL’ORGANIZZAZIONE

            

           Art. 4 Il Patrimonio

 

L’Organizzazione potrà, in via esemplificativa, compiere tutte le operazioni immobiliari, mobiliari, finanziarie, bancarie che il consiglio riterrà utili e connesse agli scopi sociali; stipulare accordi e convenzioni con enti, istituti e associazioni; prestare mutua assistenza; ricevere contributi, donazioni e atti di liberalità.

L’Organizzazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate ad eccezione di quelle a loro direttamente connesse ritenute utili per il conseguimento degli scopi previsti dal presente statuto.

 

 

Il patrimonio dell’Organizzazione è costituito:

  1. 1.dal fondo di dotazione iniziale, costituito dai versamenti effettuati dai soci fondatori;
  2. 2.dai contributi versati dai soci al fine di incrementare il fondo di dotazione nonché da qualsiasi contributo o liberalità da chiunque ricevuto per la medesima finalità;
  3. 3.da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;
  4. 4.dai beni mobili ed immobili che diverranno di proprietà dell'Associazione.

Le entrate dell’organizzazione sono costituite:

  1. 1.dai contributi degli aderenti;
  2. 2.da contributi di privati;
  3. 3.da contributi dello Stato, di enti o istituzioni pubbliche finalizzate esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività progetti;
  4. 4.da contributi di organismi internazionali;
  5. 5.da donazioni e lasciti testamentari;
  6. 6.da rimborsi derivanti da convenzioni;
  7. 7.da entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;
  8. 8.da redditi derivanti dal suo patrimonio.

 

Il Consiglio direttivo annualmente stabilisce la quota di versamento minimo da effettuarsi all’atto dell’adesione all’Organizzazione da parte di chi intende aderire all’Organizzazione. L’adesione non comporta obblighi di finanziamento o di esborso ulteriori rispetto al versamento originario. E’ comunque facoltà degli aderenti di effettuare versamenti ulteriori rispetto a quelli originari.

La quota associativa è intrasmissibile ed è vietata qualunque rivalutazione del suo valore.

 

               Art. 5 Il Bilancio

 

L’esercizio sociale chiude il 31 dicembre di ogni anno.

Entro quattro mesi dalla fine di ogni esercizio verrà predisposto dal Consiglio Direttivo il bilancio consuntivo ed il bilancio preventivo del successivo esercizio da presentare in Assemblea.

I bilanci devono essere depositati presso la sede dell’Organizzazione nei 15 (quindici) giorni che precedono l’Assemblea convocata per la loro approvazione, a disposizione di tutti i soci.

All’Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita della Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o non siano effettuate a favore di altre Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima e unitaria struttura.

L’Associazione ha l’obbligo di utilizzare gli utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Qualora l’Associazione abbia effettuato raccolte pubbliche di fondi dovrà redigere, entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio, un apposito e separato rendiconto, dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione effettuate. I rendiconti verranno riportati nel verbale del Consiglio direttivo.

 

 

               TITOLO III – ADERENTI

 

               Art. 6 Soci

 

Sono soci tutte le persone fisiche e giuridiche (per mezzo dei rappresentanti legali o di loro delegati) che, condividendo le finalità dell’Organizzazione, si impegnino per realizzarle versando la quota sociale stabilita dal Consiglio direttivo.

Tutti soci godono degli stessi diritti e sono assoggettati ai medesimi doveri.

 

           Art. 7 Adesione

 

Chi intende aderire all’Organizzazione deve rivolgere espressa domanda al Consiglio direttivo recante la dichiarazione di condividere le finalità che l’Organizzazione si propone e l’impegno ad approvarne e osservarne Statuto ed eventuali regolamenti.

Il Consiglio direttivo deve provvedere in ordine alle domande di ammissione entro sessanta giorni dal loro ricevimento, in assenza di un provvedimento di rigetto della domanda entro il termine predetto, si intende che essa sia stata accolta.

L’adesione all’Organizzazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.

Tra i soci vige una disciplina uniforme del rapporto associativo; è pertanto espressamente esclusa ogni sorta di limitazione alla partecipazione alla vita associativa e tutti i soci godono del diritto di elettorato attivo e passivo.

L’adesione all’Organizzazione comporta per l’associato maggiore di età il diritto di voto in Assemblea. Gli aderenti hanno inoltre diritto a conoscere i programmi con i quali l’Organizzazione intende attuare gli scopi sociali; partecipare alle attività promosse dall’Organizzazione; usufruire di tutti i servizi offerti dall’Organizzazione; chiedere la convocazione dell’Assemblea nelle forme previste dal presente Statuto.

I soci hanno l’obbligo di osservare le norme del presente Statuto e le deliberazioni adottate dagli organi sociali; versare il contributo annuale; contribuire al perseguimento degli scopi dell’Organizzazione attraverso il proprio apporto finanziario o prestando la propria attività personale, spontanea e gratuita. Le concrete modalità di attuazione di detto impegno potranno essere disciplinate da apposito Regolamento approvato dall’Assemblea dei soci.

Le prestazioni fornite dagli aderenti sono a titolo gratuito e non possono essere retribuite nemmeno dal beneficiario.

Agli aderenti potranno essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute sulla base di opportuni parametri, validi per tutti gli aderenti, stabiliti dal Consiglio direttivo ed approvati dall’Assemblea. La qualifica di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di lavoro subordinato e autonomo e con ogni altro rapporto di natura patrimoniale con l’Organizzazione.

L’Organizzazione, inoltre, potrà avvalersi, oltre che dell’opera dei soci, della collaborazione di esperti e consulenti con rapporti di subordinazione lavorativa o prestazione accessoria occasionale o continuativa, oltre che di volontari e di obiettori di coscienza in servizio civile.

La qualifica di socio si perde per decesso, recesso e per esclusione secondo le norme del presente Statuto.

 

                  Art. 8 Recesso ed esclusione

 

Chiunque aderisca all’Organizzazione può in qualsiasi momento notificare la sua volontà di recedere dal novero dei partecipanti all’Organizzazione stessa; tale recesso ha efficacia dall’inizio del secondo mese successivo a quello nel quale il Consiglio direttivo riceva la notifica della volontà di recesso.

Il socio che non provveda al versamento della quota associativa entro …..……. si intende automaticamente escluso a fare tempo dal ……..

In caso di inadempimento degli obblighi assunti a favore dell’Associazione, mancato pagamento della quota sociale, inosservanza delle disposizioni contenute nello statuto, negli eventuali regolamenti interni o nelle delibere adottate dagli organi sociali o in presenza di gravi motivi, chiunque partecipi all’Organizzazione può esserne escluso con deliberazione del Consiglio direttivo. L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali l’esclusione sia stata deliberata.

Nel caso in cui l’escluso non condivida le ragioni dell’esclusione egli può adire il Collegio arbitrale di cui all’articolo 15 del presente Statuto; in tal caso l’efficacia della deliberazione di esclusione è sospesa fino alla pronuncia del Collegio stesso.

I versamenti al fondo di dotazione possono essere di qualsiasi entità e sono comunque a fondo perduto; in nessun caso, e quindi nemmeno in caso di scioglimento dell’Organizzazione, né in caso di morte, di estinzione, di recesso o di esclusione dall’Organizzazione, può pertanto farsi luogo alla ripetizione di quanto versato all’Organizzazione a titolo di versamento al fondo di dotazione.

 

 

 

               TITOLO IV - ORGANI DELL’ORGANIZZAZIONE

 

               Art. 9 Organi dell’Organizzazione

 

Sono organi dell’Organizzazione:

-       l’Assemblea degli aderenti all’Organizzazione;

-       il Consiglio direttivo;

-       il Presidente del Consiglio direttivo;

-       il Collegio dei Revisori dei conti (se nominato).

L’elezione degli Organi dell’Organizzazione non può essere in alcun modo vincolata o limitata ed è uniformata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo o passivo.

Ogni carica è ricoperta a titolo gratuito con il solo diritto di rimborso delle spese documentate, sostenute in ragione della carica.

 

           Art. 10 Assemblea degli aderenti

 

L’Assemblea è composta da tutti gli aderenti all’Organizzazione ed è organo sovrano dell’Organizzazione stessa.

L’Assemblea si riunisce almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo e del bilancio preventivo entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio solare. Essa inoltre:

  1. 1.provvede alla nomina del Consiglio direttivo, del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio direttivo, del Collegio dei revisori dei conti, se nominato;
  2. 2.delinea gli indirizzi generali dell’attività dell’Organizzazione;
  3. 3.delibera sulle modifiche al presente Statuto;
  4. 4.approva l’eventuale Regolamento che disciplina lo svolgimento dell’attività dell’Organizzazione;
  5. 5.delibera lo scioglimento e la liquidazione dell’Organizzazione e la devoluzione del suo patrimonio;
  6. 6.delibera quant’altro a lei demandato per legge o per statuto.

L’Assemblea è convocata dal presidente nella sede dell’Organizzazione o in un’altra località del territorio regionale, mediante affissione, nella sede dell’Organizzazione, almeno otto giorni prima della data fissata per la riunione, di una comunicazione riportante il giorno, l’ora, la sede, l’ordine del giorno e la data dell’eventuale seconda convocazione. Tale comunicazione dovrà essere inviata a tutti i soci nonché ai Revisori dei conti, se nominati.

L’Assemblea si riunisce ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Presidente oppure ne sia fatta richiesta dalla maggioranza del Consiglio Direttivo o da un terzo sei soci.

Le assemblee ordinarie sono validamente costituite e deliberano con le maggioranze previste dall’art.21 c.c.

Il presente Statuto è modificato con deliberazione dell’Assemblea, da adottarsi a maggioranza dei voti degli aderenti presenti, costituita in prima convocazione con la presenza dei ¾ (tre quarti) degli associati e in seconda convocazione con la presenza di almeno la metà dei soci. Per deliberare lo scioglimento dell’Organizzazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Tutti i soci, in regola con il pagamento della quota associativa, hanno diritto ad intervenire alle assemblee e di esercitare liberamente il proprio diritto di voto. Ogni socio ha un voto ed è liberamente eleggibile a tutte le cariche associative.

Ogni socio può rappresentare con delega scritta un solo altro socio.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio, in mancanza dal Vicepresidente; in mancanza di entrambi l’Assemblea nomina il proprio Presidente. Il Presidente dell’Assemblea nomina un suo segretario, se lo ritiene il caso, due scrutatori. Spetta al Presidente dell’Assemblea di constatare la regolarità delle deleghe e in genere il diritto di intervento nell’Assemblea.

Delle riunioni di Assemblea si redige processo verbale firmato dal Presidente e dal segretario ed eventualmente dagli scrutatori. Delle delibere assembleari deve essere data pubblicità mediante affissione all’albo della sede del relativo verbale.

 

           Art. 11 Il Consiglio direttivo

 

L’Organizzazione è amministrata da un Consiglio direttivo composto, a scelta dall’Assemblea, da un minimo di 3 ad un massimo di 5 membri, compresi il Presidente e il Vicepresidente, eletti tra i soci per la durata di tre anni. Il Consigliere, che non interviene a tre sedute consecutive, senza giustificato motivo, può essere dichiarato decaduto e sarà sostituito con le modalità sopra indicate.

I consiglieri sono rieleggibili e in caso di dimissioni o decesso di un consigliere, il Consiglio alla prima riunioneprovvede alla sua sostituzione chiedendone convalida alla prima Assemblea; qualora, per qualsiasi motivo, venga a mancare la maggioranza dei consiglieri l’intero Consiglio direttivo è considerato decaduto e deve essere rinnovato.

Nessun compenso è dovuto ai membri del Consiglio fatto salvo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate.

Il Consiglio nomina nel proprio seno un Presidente, un Vicepresidente e un Segretario, ove a tali nomine non vi abbia provveduto l’Assemblea dei soci.

Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario, o che ne sia fatta richiesta da almeno da un consigliere, e, comunque, almeno due volte all’anno per deliberare in ordine al consuntivo ed al preventivo ed all’ammontare della quota sociale. La convocazione è fatta mediante affissione, lettera raccomandata, fax o posta elettronica contenente l’ora, il luogo e l’elenco delle materie da trattare e spedita almeno otto giorni prima della riunione.

Il Consiglio è comunque validamente costituito e atto a deliberare, anche senza convocazione, purché sia presente la totalità dei membri. Il Consiglio è presieduto dal Presidente o, in caso di sua assenza, da altro membro, ad uopo designato. Le deliberazioni del Consiglio sono assunte con voto favorevole della maggioranza dei presenti: in caso di parità di voti, prevale chi presiede la riunione.

Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Il Consiglio è presieduto dal Presidente, in sua assenza dal Vicepresidente, in assenza di entrambi dal più anziano di età dei presenti.

Delle riunioni del Consiglio verrà redatto, su apposito libro, il relativo verbale, che verrà sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Il Consiglio è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Organizzazione, senza limitazioni. Esso procede pure alla redazione dei bilanci preventivi e consuntivi ed alla loro presentazione all’Assemblea e alla nomina dei dipendenti e collaboratori strettamente necessari per la continuità della gestione, determinandone la retribuzione; compila eventuali Regolamenti per il funzionamento dell’Organizzazione, la cui osservanza è obbligatoria per tutti gli associati dopo l’approvazione dell’Assemblea.

Il Consiglio direttivo può delegare particolari poteri ed incarichi ad un Comitato esecutivo composto da un massimo di 4 componenti, membri del Consiglio stesso. Per la convocazione e le deliberazioni del Comitato esecutivo si applicano le norme previste per il Consiglio direttivo.

 

 

 

 

           Art. 12 Il Presidente

 

Al Presidente dell’Organizzazione spetta la rappresentanza dell’Organizzazione stessa di fronte a terzi ed in giudizio.

Il Presidente deve essere aderente all’Associazione, dura in carica due anni ed è rieleggibile per non più di due mandati.

Il Presidente convoca e presiede l’Assemblea e il Consiglio direttivo, ne cura l’esecuzione delle relative deliberazioni; inoltre sorveglia il buon andamento amministrativo dell’Organizzazione, verifica l’osservanza dello Statuto e dei regolamenti, ne promuove le riforme ove ne ravvisi la necessità.

Ogni qualvolta il Presidente sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni viene sostituito dal Vicepresidente in ogni sua attribuzione. Il solo intervento del Vicepresidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento del Presidente.

 

           Art. 13 Collegio dei Revisori dei conti

 

Contestualmente all’elezione del Consiglio direttivo, l’Assemblea può provvedere alla nomina del Collegio dei Revisori dei conti, composto da tre membri effettivi e due supplenti (questi ultimi subentrano in ogni caso di cessazione di un membro effettivo), scelti anche tra i non aderenti, a cui è affidato il compito di curare il controllo delle spese e sorvegliare la gestione amministrativa per poi riferire all’Assemblea in sede di approvazione del bilancio.

L’incarico di Revisore dei conti è incompatibile con la carica di consigliere.

Per la loro durata in carica, la rieleggibilità e il compenso valgono le norme dettate dal presente Statuto per i membri del Consiglio direttivo.

I Revisori dei conti sorvegliano il buon andamento amministrativo dell’Organizzazione, verificano l’osservanza dello Statuto, degli eventuali Regolamenti e della legge, curano la tenuta del libro delle adunanze dei Revisori dei conti, partecipano di diritto alle adunanze dell’Assemblea, del Consiglio direttivo con facoltà di parola ma senza diritto di voto, verificano la regolare tenuta della contabilità dell’Organizzazione e dei relativi libri, danno parere sui bilanci.

A tale scopo il Collegio si riunisce almeno due volte all’anno.

 

 

               TITOLO V – DISPOSIZIONI FINALI

 

               Art. 14 Scioglimento

 

Lo scioglimento dell’Organizzazione è deliberato a maggioranza dei ¾ (tre quarti) degli aderenti sia in prima che in seconda convocazione.

In caso di scioglimento, per qualunque causa, l’Organizzazione ha l’obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre Organizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore sentito l’organismo di controllo di cui all’Art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta per legge.

 

           Art. 15 Clausola compromissoria

 

Qualunque controversia, che possa formare oggetto di compromesso, sorgesse tra i soci, o tra alcuni di essi e l’Organizzazione, in dipendenza dell’esecuzione o dell’interpretazione del presente Statuto, sarà rimessa al giudizio di un Collegio arbitrale composto di tre arbitri, amichevoli compositori, nominati dal Presidente della Camera di Commercio di Como. Gli arbitri giudicheranno ex bono et aequo, senza formalità di procedura e con giudizio inappellabile, entro novanta giorni.

 

           Art. 16 Legge applicabile

 

Per disciplinare ciò che non si sia previsto nel presente Statuto, si deve far riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia, con particolare riferimento alle norme in materia di Enti contenute nel Codice Civile, alla L. 266/91, alla L.R. 22/93 e al D. Lgsl. 460/97 e alle loro successive modificazioni o integrazioni.



 

 

COSA VUOL DIRE ESSERE VOLONTARIO IN UNA BOTTEGA DEL MONDO?

La bottega del mondo non è un negozio qualsiasi, nella bottega del mondo non si vendono solo prodotti ma si effettua anche un’attività di sensibilizzazione e di promozione dei principi del Commercio Equo e Solidale.

All'inizio si devono fare i conti con una quantità elevata di prodotti – alimentari e non – ognuno con la sua storia da raccontare.

Leggere le etichette dietro le confezioni per sapere qual è la provenienza del prodotto può essere un buon inizio ma non basta.

Periodicamente vengono organizzati incontri per approfondire alcuni progetti e per capire insieme come funziona il Commercio Equo e Solidale, nel frattempo ognuno è responsabile del proprio “stare in bottega”: si può scegliere se attendere il momento di formazione o se attivarsi con letture e approfondimenti personali (in bottega c'è tutto il materiale disponibile) per essere sempre più preparati e rivolgersi ai clienti in modo più consapevole.

Ad ogni volontario è richiesto un turno a settimana, salvo eccezioni da concordare.

L’Associazione Equosolidale e la Cooperativa Mondo Equo periodicamente programmano per i volontari le riunioni di aggiornamento e per condividere iniziative e proposte. La partecipazione alle riunioni è un aspetto essenziale dell’essere volontario dal quale dipende l’efficacia del lavoro in bottega. Di solito le riunioni sono alla sera, ma su richiesta di un gruppetto di volontari è possibile anche organizzarle al pomeriggio.


Il volontario deve accostarsi al lavoro in bottega con “spirito di servizio”: il volontario è al servizio della cooperativa e, nel rispetto dell’individualità di ciascuno, deve essere disponibile a collaborare con il personale dipendente nelle piccole e grandi incombenze quotidiane.

 

Nella bottega si svolgono numerose attività, quella di vendere è solo una delle tante che vengono richieste ai volontari. Proviamo qui ad elencare qualche compito

-      pulizia del negozio

-      ricevimento della merce

-      prezzatura dei prodotti

-      preparazione degli ordini

-      controllo dei resi

-      confezionamento di bomboniere, cesti, regali, …

-     vendere

Innanzitutto la professionalità: non si nasce venditori ma si può lavorare per migliorare il proprio approccio al cliente. Quando un cliente entra in negozio il saluto cordiale invita ad entrare e ad osservare la merce esposta. Il cliente non deve essere assillato con mille parole che cercano di spiegare tutto sul Commercio Equo, sulla Cooperativa, sulle varie realtà, sui progetti…. ma neanche il silenzio è efficace. Ci vuole una giusta misura, dare informazioni se vengono richieste o se si è già visto più volte il cliente o se il cliente sembra particolarmente interessato ad uno o pochi prodotti, lasciare che il cliente capisca che se ha bisogno di chiedere qualcosa noi siamo lì, a disposizione

 

Attenzione alle risposte che si danno al cliente: il volontario non è in bottega tutti i giorni e non sa cosa è stato venduto o cosa è successo nella settimana precedente. Prima di dare una risposta sull’assenza di un prodotto, sull’arrivo di un ordine o su una taglia mancante è bene sempre chiedere alle dipendenti (non ad altri volontari, che non hanno la situazione sotto controllo) per essere sicuri e non dare informazioni sbagliate.

 

Attenzione alla cassa: dopo qualche tempo e con un po’ di esperienza nel lavoro in bottega anche ai volontari può essere chiesto di incassare e fare gli scontrini di cassa. Non è un lavoro complicato ma di estrema delicatezza e precisione. Inutile sottolineare che errori nella gestione della cassa comportano perdite economiche per la Cooperativa.

 

Alcuni suggerimenti sulle spiegazioni dei principi del Commercio Equo:

-        ai clienti che affermano che i nostri prodotti sono “più cari” si deve spiegare, con pazienza e professionalità, il prezzo trasparente.

-        ai clienti che vogliono lasciare il resto ... si deve spiegare, con calma e serenamente, che non serve perché il Commercio Equo e Solidale non è beneficenza.

-        ai clienti che chiedono lo sconto si deve far capire che non si possono fare sconti sui prodotti, perché dietro quel costoso oggetto che stanno comprando c'è la storia di qualcuno che l'ha fatto.

Un volontario ha il compito fondamentale di comunicare che la distanza tra noi e chi lavora i prodotti che vendiamo non è poi così grande e che, comprando una tavoletta di cioccolato, un sacchetto di caffè o una borsa nepalese non stiamo donando dei soldi ma acquistiamo un prodotto di qualità, inserito all'interno di un modello economico alternativo e rispettoso della dignità di chi lavora. La motivazione, quindi, ma anche un ambiente piacevole e delle persone con le quali è bello stare, nel rispetto di tutti: ecco il vero segreto del volontario in una Bottega del Mondo.

 

 


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Associazione Equosolidale onlus

sede in Lecco, Via Carlo Cattaneo, 29

CF. 92014910134